Teologia affettiva

Categoria: Riflessioni Pubblicato: Martedì, 10 Febbraio 2015 Scritto da Sabino


Per innammorarsi di Dio e della vita bisognerebbe poter agire per desiderio, ma battere la strada della desiderabilità è sempre stato considerato un metodo precario. L’educazione cristiana, per stimolare l’adesione a Dio, ha sempre preferito insistere sulla negatività delle alternative inducendo il credente a conformarsi alla volontà di Dio per non rischiare di incorrere nelle conseguenze negative di un suo rifiuto. Così facendo è stata trasmessa una immagine di Dio molto diversa da quell’immagine del Dio Amore che Gesù ci ha testimoniato con la Sua vita e con la Sua predicazione.

Eppure è proprio il desiderio a mettere in moto la volontà, noi possiamo volere fortemente qualcosa ma se manca il desiderio per essa la nostra capacità di perseverare vacilla. Normalmente la volontà dovrebbe servire per realizzare un desiderio desidero......quindi...... voglio, ma nel volontarista (cioè in colui che fa tutto per sforzo di volontà) la volontà è spesso ridotta a strumento che costringe il proprio corpo ad agire controvoglia, perché si preferisce agire per sforzo di volontà? Perché agire per desiderio è considerato un metodo precario: e se il desiderio manca, come perseverare?

Mentre l’agire per sforzo di volontà darebbe più sicurezza, più autocontrollo, agire per sforzo di volontà è quindi diventato per il credente, un metodo sbrigativo
per risolvere il problema della perseveranza. Ma Dio, dalla sua creatura, non desidera solo simpatia,ne rispetto ubbidenziale, non esige una conformità controvoglia che salti la scelta fatta dal cuore, come Lui è innamorato dell’uomo, così desidera che anche l’uomo si innamori di Dio.

E’ necessario prestare molta attenzione nell’uso delle parole: VOLONTA’ e COMANDAMENTO per non rischiare di attribuire a Dio una VOLONTA’ IMPOSITIVA o uno SPIRITO DITTATORIALE che le parole: volontà e comandamento, se male interpretate possono lasciar sospettare; in un ambiente dove regna l’amore, non si comanda ma si esprime un desiderio Dio ci esprime il desiderio di vederci pienamente realizzati di vederci occupare il livello più alto dell’esistenza la qualità più pura della vita perché la cosa più terribile per una persona è quella di diventar mediocri e non accorgersene Dio dice ad ognuno di noi:“esci dalla tua mediocrità, non degradarti, accedi al livello più alto dell’esistenza, alla qualità più pura della vita” questo è il Suo desiderio e questo è tutto il suo vangelo.

Supponendo un nostro rifiuto ad assecondare questo Suo desideriodi fronte ad esso Dio non assume mai un atteggiamento persecutorio del tipo:”adesso te la faccio pagare, così impari a non tenermi in considerazione” se noi ne paghiamo le conseguenze, non è perché subiamo il castigo di Dio, ma perché raccogliamo quello che con le nostre stesse mani abbiamo seminato perché, quando noi scegliamo di vivere ad un livello che è meno del meglio ci auto-puniamo da soli

Dio non può far altro che prendere atto di questa mia auto-punizione. E’ la purezza dell’amore di Dio che comporta l’assoluto rispetto della libertà dell’uomo, Egli si proibisce di usare la Sua Potenza Per ottenere a tutti i costi la reciprocità dell’amore Egli non può far altro che soffrire di fronte ad una libertà che si chiude all’amore Se dunque Dio si rifiuta di usare la Sua potenza Per ottenere la reciprocità dell’amore, se non assume atteggiamenti persecutori di fronte ad un nostro rifiuto di assecondare la Sua volontà come mai, i suoi collaboratori, tentano di forzare la risposta che la persona deve a Dio usando l’arma del terrore, anziché quella dell’amore? nella liturgia della celebrazione eucaristica, viene spesso inserita una preghiera molto breve, ma molto carica di contenuti: “Signore aiutaci a desiderare ciò che ti è più gradito”

I volontaristi, cioè quelle persone dotate di una forte volontà anziché chiedere al Signore, attraverso una incessante preghiera, la grazia di aiutarli a desiderare ciò che a Lui è più gradito, si sforzano di fare ciò che ritengono più giusto anche se non lo desiderano forzando il loro corpo ad agire controvoglia se invece si tratta di persone dalla volontà debole o dominata dalle passioni solitamente finiscono per rassegnarsi, sentendosi impotenti a dominare i desideri del loro corpo. senza tenere in alcun conto che Gesù, morendo e donandoci il Suo Spirito ha ricostruito l’unità interiore della persona distrutta dal peccato e ricostruita grazie alla Sua passione redentrice.

Una persona viene considerata interiormente divisa quando con la ragione comprende una verità ma non riesce ad agire conformemente ad essa perché dominato dalla pressione contraria di certe passioni perché la ragione è debole nei confronti delle passioni (consideriamo il caso di un tossicodipendente, egli sa bene che continuando a far uso di droghe si fa del male, ma non riesce a dominare la sua passione) ma il Signore viene incontro a questo nostro limite comunicandoci i Desideri dello Spirito che rappresentano gli autentici desideri realizzativi della persona i quali contengono una forza di attrazione così forte da vincere le pressioni contrarie delle passioni questa forza di attrazione dei Desideri dello Spirito necessita di essere continuamente alimentata con la Grazia Divina
alla quale si accede attraverso la Preghiera e i Sacramenti altrimenti la ricaduta verso le passioni diventa inevitabile quindi non siamo impotenti di fronte alle passioni che ci dominano possiamo vincerle con l’aiuto di Dio è necessario combatterle con le Armi della Grazia (preghiera e sacramenti)

La vita spirituale è dunque una conquista che si realizza facendo prevalere affettivamente i Desideri dello Spirito in modo tale che le loro attrazioni fungano da contrappeso sulle pesantezze delle passioni e vincano su di esse . Pascal afferma che: “e’ inutile negare che la nostra coscienza si muove sempre all’interno di una istanza affettiva e che in fondo noi saremo sempre là dove sarà il nostro cuore e’ meglio quindi considerare attentamente la nostra vita affettiva per introdurci l’unità, il cui frutto sarà la gioia.

I giovani desiderano fare ciò che a loro più piace ed hanno ragione di desiderare di agire così, ma se assecondassero incondizionatamente la loro spontaneità rischierebbero di rovinarsi perché la spontaneità naturale è male inclinata tende verso tutto ciò che attraverso i sensi può procurarci qualche piacere, se non si sottomette alla ragione, diventa indomabile le sue esigenze sempre più pressanti e ci schiavizza è lo Spirito Santo che può ricostruire nella persona una rinnovata spontaneità ma di un livello superiore, di livello spirituale infatti Egli non solo ci rivela la verità sul bene della persona (perché, come dice San Paolo, a noi non è dato di sapere neppure ciò che sia più conveniente chiedere) ma di più: ed è questa la buona notizia ( l’e-vangelium) ci inclina spontaneamente a desiderare di realizzare noi stessi secondo le verità rivelateci è così che si può giungere ad innamorarsi di Dio e della vita scoprendo in Lui l’unico che, attraverso il dono dello Spirito Santo può permetterci di fare ciò che desideriamo di più senza rischiare di rovinarci ma realizzando il nostro maggior bene.


Terminiamo con quella breve ma intensa preghiera:

Signore aiutaci a desiderare ciò che ti è più gradito
e Lui, che desidera la piena realizzazione di ogni Sua Creatura
ci esaudisce donandoci non qualsiasi desiderio
ma quelli che, secondo Lui costituiscono
gli AUTENTICI DESIDERI REALIZZATIVI
della persona.

Amen

 

riflessioni tratte dal libro di F. Varillon “Gioia di credere, gioia di vivere” Ediz. E.D.B.

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