Origini della vita

Categoria: Riflessioni Pubblicato: Martedì, 10 Febbraio 2015 Scritto da Nunzio Ciccarelli

 

Questa notte leggevo un articolo su Focus, una rivista per gli appassionati di scienza e curiosità e mi sono fermato a pensare su alcuni dati circa l’origine della vita che voglio condividere con voi. Seguite questo ragionamento, cercherò di essere conciso.

Dall’ origine dell’universo fino alla comparsa dell’uomo si sono susseguiti una quantità incredibile di eventi e fattori che inducono alla fondata e ragionevole ipotesi che vi sia un progetto teso alla comparsa della vita .

Dalle leggi della natura alla presenza sulla Terra di una serie di circostanze concomitanti favorevoli, ad esempio acqua, ossigeno, giusta distanza dal Sole, il nostre satellite che regola le maree ecc..., tutto fa pensare che “dietro” vi sia un progetto intelligente, qualcuno, insomma, che carta alla mano, abbia definito nel minimo particolari ogni cosa.

Ebbene, l’insieme di questi elementi può avere solo due spiegazioni possibili: o che le leggi fisico-chimiche siano preferenziali verso la vita, e c’è da chiedersi perché, oppure che è tutto frutto del caso. 

Le teorie evoluzionistiche affermano che l’uomo abbia avuto origine da una combinazione specifica di amminoacidi che sono le componenti base delle proteine. La proteina, a sua volta, è una fondamentale parte della cellula che come sappiamo è l’unità più elementare di vita che si conosce. La particolare disposizione degli amminoacidi concorre a realizzare il DNA, la complessa molecola che reca impresso il codice genetico. Secondo alcuni dati che ho trovato, gli amminoacidi possono disporsi in circa 1,e+130 sequenze diverse, cioè 1 seguito da 130 zeri! La probabilità che questi si dispongano a caso nell’unica sequenza che da origine al nostro DNA è pari a 1 su 2 mila e 400 milioni di miliardi.

Potete facilmente immaginare che centrare a caso quella giusta non sarebbe un’impresa da poco. Il DNA, in base a questi dati che vi ho fornito ha scarsissime o meglio, infinitesimali probabilità di costruirsi spontaneamente anche nei circa 4,4 miliardi di anni di vita che gli scienziati attribuiscono teoricamente come età del nostro Pianeta.

Le combinazioni sono così numerose che le probabilità di imboccare per caso quella giusta rasentano lo zero.

Senza dubbio le scienze statistiche ammettono la possibilità, seppur remota, che tra le innumerevoli probabilità noi ci troviamo proprio in quella giusta, l’unica che ci consente di esistere.  Ma, è questo il nocciolo della questione: è più sensato e ragionevole credere che siamo solo uno stravagante scherzo della natura, o il prodotto di un minuzioso disegno di un universo ingegnosamente studiato per la vita? Siamo capitati nell’unica probabilità favorevole tra gli infiniti casi possibili, o piuttosto, vi è qualcosa (Qualcuno) dietro a tutto ciò?

Al di là della fede cristiana, che è una marcia in più per coloro che ne hanno il dono, io sarei pronto a scommettere che Dio esiste perché la stessa matematica ci garantisce che si tratta della scelta più ragionevole.

Perché? Provate ad immaginare di giocare ai dadi. Se giocando al lancio di due dadi cominciasse ad uscire una coppia di numeri uguali, ad esempio due sei, per alcune decine di volte consecutive e oltre, chi di noi sensatamente affermerebbe che si tratta di pura casualità e non sospetterebbe, a ragion veduta invece, che i dadi sono truccati?

Sostenere che noi e il nostro mondo siamo frutto del caso è come scommettere che esca di seguito, nel lancio di due dadi non truccati, “almeno” cento volte la coppia di numeri sei. Comunque sia, quale persona, sana di mente, scommetterebbe anche soltanto 1 centesimo di euro che per cento volte escano due sei? Non si tratterrebbe, piuttosto, di una scelta scellerata e irragionevole, vista la certezza “di fatto matematica”, di non avere nessuna possibilità di vittoria? Ebbene, affermare che Dio non esiste è come dichiarare di essere certi che esca la coppia di numeri desiderata per cento volte di seguito, pur con la sua elevata improbabilità, tanto da scommetterci sopra…

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